giovedì 19 luglio 2012

NOBILTA' DI SPADA E NOBILTA' DI TOGA

La Nobiltà di Spada è uno dei due settore della nobiltà ereditaria e di origine signorile, formatasi agli inizi dell’XI secolo, quando furono istituzionalizzate le differenze formali tra le alte gerarchie feudali e il resto del popolo. Ai membri di questa nobiltà , che godevano di speciali procedure giurisdizionali, dell’esenzione dalle pene infamanti e dal pagamento dei tributi, era concesso di portare la spada e di rivestire le più importanti cariche militari, civili ed ecclesiastiche. 
Durante tutto il Medioevo costituì il ceto dominante, concentrando grandi ricchezze e collocandosi al vertice delle signorie rurali. 
Il declino della si determinò nell’Europa occidentale durante l’età moderna (secoli XVI-XVIII), quando l’affermazione di una potente borghesia comunale e la nascita degli stati assoluti, causò la perdita del monopolio politico da essa detenuta e la creazione di una nobiltà di toga [vedi], legata all’esercizio di cariche pubbliche. 
Nell’Europa orientale, invece, l’influenza fu maggiore, a causa del minore sviluppo degli Stati e dei ceti burocratici. 
Le confische e le persecuzioni della rivoluzione francese e del periodo napoleonico ne fecero notevolmente diminuire l'importanza. Nell'epoca contemporanea hanno mantenuto prestigio solo quelle frange della nobiltà, di spada o meno, capaci di inserirsi con successo nel mondo degli affari.
Quindi questa nobiltà è connessa al concetto del vero cavaliere che racchiudeva in sè il concetto di nobili virtù e di nobili riconoscimenti da parte del suo Signore ... 

Invece la Negli stati europei dei secoli XVI-XVIII l’espressione Nobiltà di Toga ( o di servizio ) definiva il settore della nobiltà che, a differenza di quella di ascendenza signorile non trovava origine dalla concessione di prerogative sovrane (titoli nobiliari o feudi) ma dall’esercizio di particolari cariche nella pubblica amministrazione. 

A partire dalla seconda metà del 16° sec., una corrente ideologica (ben espressa più tardi nell’Essai sur la noblesse de France di Henri de Boulainvilliers, 1732) sostenne che l’unica vera nobiltà era quella dei gentilhommes de race discendenti dei guerrieri franchi e tuttavia la monarchia, tramite l’istituzione del «giudice d’armi» (1615) con il compito di verificare gli ascendenti nobiliari delle famiglie, e poi attraverso le inchieste araldiche promosse dal ministro Colbert, sancì il principio che lo status nobiliare doveva essere legittimato dal sovrano. La Fronda dei principi (1649-53) costituì anche la reazione della n. di s. contro il potere assunto dalla nobiltà di servizio e dai parlamenti e contro la politica di Mazzarino e della monarchia tesa alla sua diminuzione. Anche dopo quel duro scontro, la tensione tra la nobiltà di servizio e la nobiltà di spada (soprattutto quella minore) si accentuò sempre più in misura del crescente peso economico e politico della prima e della graduale marginalizzazione della seconda. Assimilabili alla n. di s. francese sono altre nobiltà antiche di aree diverse, d’origine feudale e in gran parte legate a una tradizione d’esercizio nelle armi, che s’opposero quasi ovunque agli sforzi del potere sovrano di imporre un potere sempre più centralizzato spesso, appunto, servendosi della creazione di una nobiltà di servizio.

Nonostante in origine l'accesso a questo tipo di nobiltà avvenisse grazie alla vendita delle cariche da parte dei re, sempre alla ricerca di fonti di finanziamento, il processo tese a stabilizzarsi a partire dal XVII secolo poiché i discendenti così nobilitati si opponevano all'ingresso nella loro cerchia di persone considerate, sotto questo aspetto, plebee. Le proteste degli appartenenti alla nobiltà di toga costituirono sempre un problema per il monarca quando questi cercava, per recuperare denaro all'erario, di favorire ingressi massicci in questa categoria creando nuove cariche.

I contrasti fra le due nobiltà non furono mai completamente sopiti e non era raro vedere figli cadetti di un nobile di toga entrare nelle armate del Re quando il diritto di subentrare al padre nella carica era già destinato al figlio primogenito. Molte famiglie della nobiltà di toga si aggregarono a quella di spada adottandone i comportamenti.

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